domenica 15 marzo 2015

   PER LA CULTURA DELLE VERITA'
  EXPONGO UNA MOSTRA DI LUCE: 
(Umberto Joackim Barbera - Torino, Italy)
e-mail: ubarbe22@gmail.com

Da vent'anni mi dedico al collezionismo d'arte ricercando le opere che furono declassate dal Governo del Maresciallo di Francia Petain (collaborazionista con i nazisti) e poi custodite in una miniera di sale dal Generale De Gaulle, affinché non fossero razziate dal ReichMarschall Hermann Goering. Queste opere d'arte moderna, salvate dalla distruzione o alle razzie di guerra, ebbero una storia davvero straordinaria: a guerra iniziata (1942) furono promesse alle Comunità ebraiche che avessero dato le loro fideiussioni ai Banchieri ebrei, a favore del movimento di Resistenza; poi, a guerra finita (1945), furono dichiarate distrutte da André Malreaux, Ministro della Cultura della prima Repubblica francese del Generale De Gaulle, il quale così ottenne dalla Germania sconfitta il risarcimento dei danni di guerra al patrimonio culturale francese, con il quale mallevò dal debito il Movimento di Resistenza.
 (ReichMarschall Hermann Goering)  
                                       

Le Comunità ebraiche pretesero la consegna delle opere loro promesse e dopo che il Mossad riuscì a trovare le prove della loro nascosta esistenza, le opere furono consegnate in tutta Europa agli inizi degli anni 1960, ovvero 15 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Pertanto le maggiori famiglie ebraiche ricevettero opere non commerciali sul mercato, poiché non riconoscibili come autentiche dalle rispettive Fondazioni francesi le quali non avrebbero potuto smentire la dichiarazione del governo.
                                
(Claude Monet: "Prima sua entrata in Italia nel 1882)
La mentalità speculativa ebraica generò l'idea di trasformare le opere in certificati finanziari.
Da una parte le opere sarebbero rimaste nelle case private come "copie senza valore"" (ottimo antifurto), dall'altra parte il "Certificato finanziario" ovviamente correlato ad una perizia di accreditamento d'autenticità dell'opera, sarebbe stato impiegato come garanzia di "Piani finanziari" aventi per oggetto "operazioni chiuse" a redditività esente da rischio (acquisti di partite di derrate alimentari, granaglie, petrolio già pre-vendute).
(Claude Monet: "La casa di Zaandam" 1872)

Questo sistema di impiego finanziario ad alta ripetitività, avrebbe generato una base monetaria più che proporzionale al valore della singola opera d'arte. Venne in seguito introdotta una variante finanziaria ancora più lucrosa: una società capofila chiedeva una linea di prestito garantita da certificati di opere d'arte, quindi creava due società partecipate girando ad essa parte del credito ricevuto, in modo che le stesse potessero ricevere un ulteriore finanziamento, e così via a cascata fino a costituire in alcuni casi oltre mille società in una sorta di "catena societaria di Sant'Antonio". I più noti imprenditori italiani ricorsero a questo tipo di finanziamento. Questo tipo di operazioni venne messo fuori legge nel Mercato Europeo circa 20 anni fa, mentre sono ancora fattibili in altre aree del mondo.
(Claude Monet: "La belle ìle")
Allorquando i primi lotti delle fideiussioni prestate sin dal 1942 dalle famiglie ebraiche incominciarono ad essere restituiti (il prestito era di 50/70 anni, quindi i primi lotti furono restituiti a partire dal 1992), ed i piani finanziari furono terminati o banditi, le opere tornarono ad essere inutilizzabili ed in alcuni casi imbarazzanti, per cui incominciò la loro dispersione nei mercati secondari dei piccoli antiquari e raccoglitori di disarredi ("brocantes").
(Claude Monet: "Gli amanti")
Venuto a conoscenza di questa dispersione silenziosa, ho acquistato in epoca antecedente al 2005 circa un centinaio di opere d'arte provenienti dalle maggiori famiglie ebraiche (italiane e francesi), in corso di dispersione nel mercato dei piccoli antiquari e "brocantes", le quali avevano ricevuto in garanzia opere selezionate ed importanti: Chagall, Cezanne, Degas, Dufy, Gauguin, Goya, Monet, van Gogh, Lautrec, Matisse, Picasso e statue di Giacometti e Modigliani.                                                                          
(Claude Monet: "Entrata a Giverny")
Si tratta del più straordinario tesoro di opere dell'arte moderna 
attualmente in una unica collezione privata.
Dopo cinque anni dalla data di acquisto dell'opera, essa diviene, ex-lege,
 di legittima proprietà del possessore se non rivendicata nel frattempo.

Ciascuna opera é stata dichiarata al Ministero Italiano dei Beni Culturali, allegandone la fotografia, quindi esaminata da una commissione di tre esperti silenti, ed infine chiedendo ed ottenendo l'autorizzazione alla sua definitiva esportazione (mai avvenuta, poiché le rispettive Fondazioni si rifiutarono di rinunciare al loro diritto di sequestro in caso di mancato loro convincimento sull'autenticità dell'opera ed inoltre senza poter provare la buona fede della Commissione di esperti incaricati dalla Fondazione stessa).
Tutte le opere sono state esaminate, pulite o restaurate da seri accreditati laboratori tra i quali: Nicola srl di Aramengo, studio di Valentina Barbareschi ed il Prof.Thierry Radelet presso laboratorio Persano. Gran parte delle opere sono state sottoposte ad indagini foto-tecniche (UV, IR, X) e multispettrali. Alcune opere sono state sottoposte anche alla estrazione non invasiva del DNA biologico umano tratto da materia organica (peli, pelle, saliva) od impronte digitali coeve in materia. I pareri contrastanti o provocatori dei tecnici, passibili di querela da parte del proprietario, sono stati puntualmente chiariti e tutte le opere risultano pertanto coeve al periodo riconducibile alla vita dell'artista e, secondo alcuni esperti e periti d'arte e calligrafi, esse sono assolutamente autentiche.
                                      
(Paul Cezanne: "Forte Mario" 1901-1904, dopo il restauro)
Per far conoscere e condividere i ritrovamenti, ho costituito una società familiare web-editrice (Newtel s.r.l. CCIAA Torino dal 1996, € 10100,00= di c.s.versato) che ha editato alcune copie esemplari del volume "Les Tableaux retrouvés" (le analisi non invasive effettuate su 45 opere) ed un giornale periodico "Dentro il prodotto" (autorizzato dalla Procura della Repubblica ad editare sul web e via etere) che venne distribuito gratuitamente non solo ad imbarazzati critici d'arte ed a scettici galleristi.
Inoltre ho editato come Blogger (circa 800.000 accessi contabilizzati da Google) e sui social network Linkedin,Facebook: chiave di ricerca, il nome <umberto joackim barbera> mentre su Twitter: @joackinder
Il Menu di presentazione di 45 blog é all'indirizzo: <http://wpagella.blogspot.it>
Esempio: "La prima entrata in Italia di Claude Monet ed Auguste Renoir nel 1882":  
Vedi il Blog: <http://monetbordighera.blogspot.it>
Per assicurare un "follow up" cinematografico ed una attività remunerativa alla società editrice Newtel, ho depositato SIAE 10 "script" per film-Tv di "reality-fiction", dove si immagina il ritorno dell'artista dal passato per ritrovare ed autenticare i suoi dipinti perduti.
Vedi: <http://soggettiperfilm.blogspot.com>

Per gli amanti della lettura, ho integralmente pubblicato su Google lo"script" cinematografico che riguarda il ritorno dal passato di Henri de Toulouse Lautrec alla ricerca di due grandi disegni da me acquistati, riconosciuti autentici dal nipote dell'artista e che tanto entusiasmarono l'ex Direttore Generale del Comune di Torino, ing. Cesare Vaciago, ora Direttore Generale Cantiere Italia EXPO:
Vedi: <http://soggettoperunfilmlatavernetta.blogspot.it>

a) - il ritratto dell'acrobata "Cha-U-Kao" (the Clowness), pigmenti su carta di cotone di cm. 64x84, incollata su cartone, firmata da un ideogramma cinese e da una "broche":
Vedi: <http://henritoulouselautrec.blogspot.it>
                                                   
     (H. Toulouse Lautrec: "Cha-U-Kao")
b) - il grande disegno "La Tavernetta" con la ballerina Jeane Avril, pigmenti su carta di cotone cm. 119x69 ("firmati" col disegno di due pittogrammi che rivelano il segreto gioco sotteso all'arte, ideato dagli artisti fedeli alla causa "realista").  Vedi: <http://soggettoperunfilmlatavernetta.blogspot.it>
                                 
Terminata questa lunga presentazione, necessaria per illustrare la portata di questa ricerca ventennale, vorrei proporre al Ministro della Cultura ed alla Comunità Ebraica di Torino, di valutare se possa interessare alla cultura cittadina organizzare una semplice MOSTRA DI LUCE, ovvero consistente nella sola proiezione delle immagini del "TESORO EBRAICO RITROVATO" in un contesto adeguato di una palazzina storica messa a disposizione dal Comune o da un privato.

Una MOSTRA DI LUCE eviterebbe gravosi costi assicurativi e di sorveglianza assicurando maggiori ricavi, e potrebbe ad un tempo godere di una presentazione multimediale delle singole opere, visibile anche da "i.phone", quindi in tutto il mondo. Per quanto all'attrattiva di una simile MOSTRA DI LUCE, essa potrebbe essere realizzata nella recuperabile area de "La Cavallerizza" e rivolta a tutti i critici d'arte del mondo ("Cavalieri della cultura") i quali potrebbero pronunciarsi sulla autenticità o meno delle opere d'arte, brandendo come lancia od alabarda lo studio foto-tecnico e multispettrale di ciascuna opera che metterei loro a disposizione sia sul web che eventualmente anche su una riproduzione tascabile.

ECCEZIONALE SCOPERTA !

a) - la "Casa di Zaandam" (dove abitò van Gogh", 1872) di Claude Monet

("La casa di Zaandam" di Claude Monet)










DUE DIPINTI CHE VAN GOGH
 APPESE NELLA SUA STANZA !

b) - lo "Scherzo di Bordello" (1888) di Paul Gauguin e Vincent van Gogh:


 Per vedere anche "Lo scherzo di bordello di Van Gogh, clicca qui sotto:
http://apoteosidivangogh.blogspot.com


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